Nello schema c'è un solo divieto già formulato. La sigla scelta non può coincidere con una sigla presente nel sistema meccanografico del CED e riferita a un altro veicolo ancora circolante.
Tutto il resto — volgarità, istituzioni, marchi, sequenze che imitano una targa di servizio — è nel perimetro del regolamento. Quel testo non c'è.
Cosa è già scritto
L'articolo 230, comma 3, dello schema affida a un regolamento modalità e requisiti della personalizzazione. Nella stessa frase chiude la porta alle combinazioni già vive nell'archivio.
Non è un giudizio di gusto. È un controllo di unicità: due veicoli circolanti non possono portare la stessa sigla.
Cosa il Codice vigente già guarda
Il Codice della strada in vigore vieta di apporre sul veicolo iscrizioni, distintivi o sigle che possano creare equivoco nella identificazione. Vale per qualsiasi scritta, non solo per una futura targa scelta.
Le lettere I, O, Q e U sono un'altra regola ancora: sono escluse dalla serie ordinaria per non confondersi con i numeri. Non sono una lista di parole. Se la targa personalizzata le ammetterà, lo dirà il regolamento. I dettagli del formato sono nella pagina sul formato della targa italiana.
Cosa è ragionevole attendersi, senza spacciarlo per norma
I regolamenti degli altri Paesi, e la logica di una targa ufficiale, di solito tengono fuori:
- contenuti offensivi o di incitamento;
- sigle che si confondono con targhe di servizio, forze di polizia o corpi diplomatici;
- sequenze già assegnate;
- marchi e nomi altrui, quando il diritto sul segno non è di chi chiede la targa.
Nessuna di queste righe è, oggi, un comma italiano sulle targhe personalizzate. Pubblicare una blacklist farebbe sembrare deciso ciò che è ancora aperto. Non la pubblichiamo.
Una combinazione lecita nel simulatore
Il simulatore accetta lettere e cifre per guardare la targa. Non certifica che la combinazione passerà il controllo del Ministero. Se la sigla è già di un veicolo reale, il CED — non TargaLibera — è l'archivio che conta.
In attesa di conferma. L'unicità rispetto ai veicoli circolanti è nello schema. L'elenco dei contenuti vietati no.
Domande frequenti
Esiste una lista ufficiale di parole vietate?
No. L'articolo 230 dello schema vieta solo la sigla già presente nel CED per un altro veicolo ancora circolante. I contenuti offensivi, le sigle istituzionali e i marchi sono rinviati al regolamento.
Posso usare una parolaccia se sta nei caratteri?
Il regolamento non è pubblicato, quindi non c'è un sì. Il Codice vigente vieta già scritte che creano equivoco sull'identificazione del veicolo. Una lista nera preventiva, su TargaLibera, sarebbe inventata.
Nello stesso percorso
- Targa personalizzata con il proprio nome
Un nome corto può entrare in pochi caratteri. Lo schema non garantisce il nome per esteso, né le lettere I, O, Q e U oggi escluse dalla serie ordinaria.
- Come è fatta la targa italiana
Due lettere, tre numeri e due lettere per l'auto. Due lettere e cinque numeri per la moto. Sei caratteri per il motorino. Il formato personalizzato non è ancora scritto.
- Articolo 100 del Codice della strada e targa personalizzata
Il comma 8 consente da anni una combinazione specifica, dentro la sequenza fissata dal regolamento. Non è mai diventato operativo. Nello schema del nuovo Codice la materia si sposta all'articolo 230.
Fonti
TargaLibera non è una fonte normativa ufficiale. Verifica sempre i testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale e i comunicati del Ministero. Le disposizioni in attesa di conferma sono evidenziate.
La combinazione si guarda sulla targa, nel simulatore.
Prova nel simulatore